Credere senza credere

“Ogni uomo crede in qualcosa… credere non è difficile…
ma disseppellire la volontà, scegliere la propria predilezione
e perseguirla fermamente è solo per pochi...
Obbligarsi a credere è più alto del credere…”
“'Credere senza credere' questo è il vero atto creativo.
È uno stato d'Essere accessibile solo a chi conosce e applica
L'Arte del Recitare e ha raggiunto l'unità dell'Essere.”

- La Scuola degli Dei -

 

Credere senza credere

 

Credere da solo non basta. Credere non è difficile. Ogni uomo crede in qualcosa. Ma l’altra faccia del credere è il dubbio, la paura. Credere in qualcosa porta con sé il dubbio. Se penso che mi mancherà il denaro, se credo di non farcela, il mio dubbio è la causa di quella scarsità, la mia paura è la vera causa di quella sconfitta. Credere in qualcosa o qualcuno è tempo. E’ uno stato di aspettativa, di reattività che porta con sé il tempo. E ciò che dipende dal tempo è falso.

L’apparente paradosso portato dal Dreamer: “credere senza credere”, ha la forza di cancellare il tempo e di riportarci nell’istante, nell’adesso, dove tutto avviene e si fa. Il vero fare non ha bisogno di credere, non ha bisogno del tempo.

Credere senza credere è una verticale al credere, è uno stato di intelligenza superiore che ti fa testimone, osservatore. E’ la via di accesso ai sensi superiori, all’intuizione, al Sogno. Believing without believing is the power of doing.

Un uomo può avere tutto quello che è possibile desiderare: ricchezza, salute, bellezza. Ma tutto questo è in lui accompagnato dalla paura, perché non sa come proteggerlo e teme di perderlo. In nessuno è più forte che nei ricchi la paura di perdere tutto istantaneamente e diventare povero. Questo pensiero è per essi costante motivo di ansietà. Guardie del corpo, i più sofisticati sistemi di sicurezza, eserciti di manager, consulenti e avvocati non servono a lenire questa loro paura. Essi sentono che ogni possibile insidia al loro benessere, alla loro sicurezza è sempre in agguato. in attesa dell’occasione favorevole per penetrare attraverso una crepa e distruggere. Si sentono circondati da un mondo minaccioso, gremito di eventi apparentemente ineluttabili: fatti storici, sovvertimenti sociali, una guerra, malattie o incidenti, catastrofi naturali; tutto sembra lì, sempre pronto ad attaccare per togliergli tutto.

Solo il ‘credere senza credere’, che corrisponde a uno stato di completezza, di integrità, di assenza di tempo, può liberarci da questa paura. Timelessness is the result of a long, hard work on oneself.

L’avere di per sé non può quindi proteggerti né darti sicurezza. Né può salvarti. E il ‘credere’ di possedere è la vera causa di ogni nostra sconfitta. Per chi crede di possedere, la paura aleggia costantemente su tutto quello che ha. Credere di possedere e la paura di perdere sono la stessa identica cosa. Essi sono connessi dolore. Se non siamo consapevoli di questo dolore, se non siamo capaci di individuarlo e circoscriverlo, ci invade e, attraverso la nostra paura mandiamo segnali di sconfitta, e siamo noi stessi che diamo l’ordine di perdere ed essere sconfitti.

Be proactive. This is the law: win it before it happens. Believe without believing is a means to be conscious, to become a witness of what is going on in ourselves.

Se sei consapevole della sconfitta che si cela dietro il credere di possedere, il credere scompare e il possedere resta. Se sei consapevole della paura di perdere ciò che credi di avere, la paura scompare e l’avere resta. Se dai attenzione al dolore che ti porti dentro, questo mostra la sua illusorietà e si dissolve. E’ una sorta di esorcismo. Come il motto “ricordati che devi morire” che i frati trappisti si scambiano incontrandosi. Mantenendo la consapevolezza della prossima fine, con rituali come quello di scavare un po’ ogni giorno la propria fossa, e tenendo sempre presente l’idea della morte, in realtà essi ne scacciano l’illusorietà ed esaltano il senso della vita.

Pensate a quanto è grande quello che ha portato il Dreamer: l’eliminazione di conflitti, povertà, dolore… il paradiso sulla terra. E vi diranno: ma di cosa parli? In che mondo vivi? Ho visto le lotte più feroci, più efferate, popolo contro popolo, nazione contro nazione, religione contro religione… Chi è questo Dreamer che sembra vivere chiuso in una torre d’avorio, ad occhi chiusi, sordo alle grida di dolore che si levano da ogni parte del mondo? E voi risponderete con una sola frase: No war within, no war without. Un giorno si scriveranno migliaia di libri e ricercatori e studiosi di ogni parte del mondo lavoreranno senza posa per poter capire l’immensa forza racchiusa in questa frase.

L’uomo ordinario vive tutta la sua vita in uno stato di aspettativa – in attesa di una notizia, un incontro che risolva, un evento che lo impieghi. E’ lo stato di chi non ascolta la voce della propria volontà ancora sepolta in lui; è lo stato di chi è reattivo, di chi dipende e chiede al mondo di metterlo al lavoro. Chi non ascolta il superiore non può evolversi. Deve cercare una Scuola dell’Essere, una Scuola di responsabilità che lo aiuti a riportare alla luce la volontà sepolta.

Siate avanti al mondo. Un uomo che si ascolta non aspetta notizie dall’esterno. Sa di essere lui a crearle. Sigillato nel bozzolo della volontà, egli è passivo a quanto gli arriva dal mondo, ma attivo e libero di poter ricevere il comando di un’autorità superiore che è sempre interna. Un leader sa di poter solo donare, di dover solo dare. Giving is self-giving e prima ancora self-forgiving. Il mondo sente di essere guidato, curato, amato.

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